INFLUENZA SOSPETTA

 

 

 

1° GIORNO

 

 

Come ogni sera, da anni a questa parte, era seduto comodamente in poltrona reggendo il suo computer portatile mediante il quale accedeva, come milioni di altre persone, alla cosiddetta “grande rete”. Augusto aveva sempre avuto la passione dell’informatica, fin da quando, ancora adolescente, insieme ad un gruppo di amici del liceo Cuoco di Napoli, aveva formato un gruppo di hacker intenzionati ad emulare le gesta di alcuni temerari che, in America, avevano, poco tempo prima, messo in grave difficoltà i sistemi informativi di ricche e note multinazionali.

Ricordava con piacere quelle nottate insonni passate con i componenti del “gruppo” ad usare i limitati mezzi di allora per cercare di usare, in modo non proprio “lecito”, Internet, che era ai primi anni del suo vorticoso sviluppo.

La mancanza di tempo e la paura di essere scoperti aveva convinto Augusto ad abbandonare quell' esperienza. Fu in quel  momento che decise che l’informatica sarebbe stata la sua occupazione. Naturalmente, dopo la fine del liceo, aveva frequentato la facoltà di Ingegneria dalla quale sarebbe uscito, appena cinque anni dopo, con una laurea premiata con lode dall’attenta e scrupolosa commissione esaminatrice. Con quei titoli e soprattutto con quelle capacità, trovare un lavoro che lo entusiasmasse era stato un gioco da ragazzi. Da anni ormai prestava  il suo apporto ad una famosa azienda di software che, tra l’altro, aveva una sua sede nel centro direzionale di Napoli, in uno di quei grattacieli dai quali si poteva ammirare una veduta mozzafiato della città che lui considerava la più bella del mondo.

Mentre “sfogliava” la prima pagina del suo giornale preferito, La Repubblica, un titolo lo colpì. Esso recitava: “In arrivo anche quest’anno il virus dell’influenza. Ecco come attrezzarsi”.

Essendo interessato al problema, spostò il puntatore del mouse sul titolo e quindi cliccò, facendo apparire sullo schermo del suo "pentium" portatile l’articolo in questione. Leggendolo intuì che si trattava del solito articolo che, in quel periodo dell’anno, con l’alibi di informare il pubblico dei rischi che correva e di come prevenirli o curarli, si occupava in realtà di fare un bel po’ di pubblicità occulta alle principali compagnie farmaceutiche mondiali ed ai loro prodotti.

Per l’ennesima volta Augusto, dopo aver letto l’articolo, fu preda dei soliti sospetti, che covava ormai da anni. Era colpito soprattutto da alcuni fenomeni “strani” o che quanto meno a lui sembravano essere tali: ogni anno, con una regolarità a dir poco sospetta, scoppiava in Italia e nel resto dei paesi occidentali più ricchi, un’epidemia di influenza molto potente, non tanto per le conseguenze che portava alle persone colpite, quanto per la capacità di diffondersi in modo pressoché totale. Allo stato dei fatti egli si considerava quasi un miracolato ad essere scampato al contagio, che obbligava migliaia e migliaia di persone a dei periodi più o meno lunghi di inattività e di cure. Queste erano quasi gratuite per loro ma non per lo stato, che era costretto a spendere migliaia di miliardi del Servizio Sanitario Nazionale  in costosi medicinali. Un aspetto della questione lo colpiva però ancor maggiormente:  il virus influenzale, che di anno in anno si diffondeva, era solo poco diverso da quello dell’anno precedente e per di più colpiva quasi esclusivamente paesi molto ricchi, che evidentemente potevano spendere un mucchio di soldi di onesti contribuenti per l’acquisto di costosi farmaci e vaccini antivirali. In questo contesto era relativamente facile per le multinazionali farmaceutiche isolare il virus, copia leggermente diversa di quello dell’anno precedente, e sviluppare in laboratorio dei vaccini adeguati. Risultato di tutto ciò, ovviamente, erano gli immensi profitti accumulati dall’industria del settore. Un business molto redditizio, non c’era che dire…

Mentre pensava ciò il pensiero cadde a quanto succedeva da molto tempo nel mondo “virtuale” dell’informatica. Con l’avvento di internet e delle reti capaci di collegare tra loro computer dislocati in punti lontanissimi del pianeta, si erano moltiplicati i casi di virus informatici capaci di “infettare” qualsiasi calcolatore in cui si imbattevano. Ovviamente per evitare ciò erano disponibili in commercio potenti programmi “antivirus”, orgoglio di alcune note aziende informatiche. Tuttavia nell’ambiente di informatici, di cui egli faceva parte, circolava un’improbabile storiella secondo la quale, in alcuni casi, i cosiddetti virus informatici erano progettati dalle stesse software houses che poi, naturalmente, erano ben liete di vendere a milioni di clienti il “loro” antivirus.

Il solo pensiero che una cosa simile potesse accadere nel mondo “reale”, fatto da persone in carne ed ossa, lo fece rabbrividire…

                                                

2° GIORNO

 

Al termine di un’estenuante giornata lavorativa, col sole ormai tramontato da un pezzo, Augusto salì in macchina, una nuova  BMW serie 3 dotata di tutti i confort e con un motore da favola. Quando la guidava, nel trafficato tragitto verso casa, non poteva non ricordare i lunghi anni in cui, da studente universitario, si era dovuto accontentare di una vecchia auto usata con milioni di problemi; in quegli anni aveva sognato il benessere e ora finalmente, alla giovane età di trentasei anni, lo aveva raggiunto. Oltre alla macchina aveva infatti potuto acquistare anche un confortevole appartamento in uno dei quartieri più eleganti della città. Nonostante tutto, però, il successo non lo aveva cambiato in profondità; era rimasto quello di sempre, con svariati interessi culturali ed una forte dedizione al lavoro. Una volta a casa, dopo un breve pasto ed una doccia ritemprante, accese il suo portatile. Il caratteristico rumore del modem risuonò nel suo studio e dopo pochi secondi era tutto pronto per la quotidiana navigazione “on line”.

Ricordandosi dei pensieri del giorno precedente, decise, più per curiosità che altro, di fare alcune ricerche. Interrogato opportunamente il motore di ricerca, apparve sul monitor una lista di nove case farmaceutiche produttrici di vaccini e farmaci antivirali. Il bello di internet stava nel fatto che si poteva accedere alle informazioni più disparate relative alle più importanti aziende mondiali, ivi incluse in alcuni casi i relativi bilanci e conti economici. Augusto sfruttò dunque questa possibilità, confidando nelle poche ma chiare nozioni di economia aziendale apprese all’università.

Nelle prime otto società non riscontrò nulla di strano. Nell’ultima, invece, la “New Farmaceutics” con sede a Chicago, qualcosa lo colpì.

Il bilancio aziendale, per certi versi analogo a quello delle altre multinazionali del settore, se ne differenziava in una voce: investimenti in farmaci e vaccini antivirali. Augusto notò in particolare che la somma destinata a tale scopo ere addirittura quadrupla rispetto alla media dei suoi concorrenti. Per di più, un tale investimento era da un lato sproporzionato rispetto all’intero fatturato dell’azienda  e dall’altro fortemente rischioso. " Come è possibile prevedere con tale precisione una possibile epidemia futura di tale intensità, finanche con un andamento periodico nel tempo? ",  pensò incuriosito. Non era facile dare una risposta. I casi erano due: o i responsabili della New Farmaceutics stavano correndo un alto rischio col fine di recitare un ruolo da protagonista nel caso in cui le loro previsioni si sarebbero rivelate giuste, oppure…

Di colpo i suoi sospetti si stavano facendo più giustificati. Decise allora di andare fino in fondo alla  vicenda. Per far questo, però, era necessario usare qualche mezzo non proprio “ortodosso”. Ad esempio avrebbe potuto usare un programma da lui stesso scritto con il quale poteva mandare in tilt i più sofisticati sistemi addetti alla sicurezza della posta elettronica. Si era ripromesso tempo addietro che non lo avrebbe mai utilizzato; aveva anche promesso a se stesso che la pirateria informatica sarebbe rimasta un semplice ricordo giovanile. Tuttavia quello che stava scoprendo, se verificato, era di una mostruosità inaudita.

In breve tempo, dopo aver richiamato nella memoria centrale del computer il programma in questione riuscì ad intercettare senza difficoltà le e-mail in ingresso e in uscita dei personaggi più influenti dell’azienda: presidente, amministratore delegato e capo del settore ricerca e sviluppo dei nuovi farmaci. Fu stupito dalla semplicità con la quale si era immesso nella rete aziendale. Evidentemente le spese per potenziare la sicurezza informatica non erano state ritenute importanti; un grave errore nell’era della comunicazione elettronica. Da un’attenta lettura della posta transitata sulle e-mail di questi signori senza scrupoli, scoprì, non senza un attimo di  stupore misto a rabbia, che i suoi sospetti erano purtroppo fondati!!

Il virus di quest’anno, come quello degli ultimi anni, era stato già sintetizzato in laboratorio e di lì a breve un esercito di persone assoldate dalla multinazionale avrebbero avuto, in cambio di un lauto compenso, il compito di diffonderlo nelle principali metropoli del pianeta.

Avevano pensato proprio a tutto. Avevano perfino corrotto alti funzionari dell’organizzazione Mondiale della Sanità che avrebbero avuto il compito di inviare ispettori “non troppo scrupolosi” nei periodici controlli all’interno dei laboratori della multinazionale.

<<Bastardi>>, imprecò, non riuscendo a reprimere un attimo di sconcerto e rabbia. Era riuscito in modo quasi occasionale a svelare quella  orrenda vicenda. Ovviamente salvò il contenuto di quelle e-mail su un dischetto e per sicurezza ne fece qualche altra copia.

Il mattino successivo, ancora stordito per la sensazionale scoperta fatta, non si recò ovviamente al lavoro. Aveva un dovere civile molto più importante da compiere. Si recò alla procura della repubblica dove, dopo aver denunciato il tutto al procuratore capo in persona, si dichiarò anche disponibile a testimoniare durante l’inevitabile processo che ci sarebbe stato. 

 

1 ANNO DOPO

 

Contrariamente all’anno precedente e a quanto annunciato dai mezzi di informazione, quell’anno non ci fu nessuna epidemia di influenza, ma solo qualche sporadico caso del tutto nella norma. Augusto ricordava ancora le scene del telegiornale in cui alcuni dei personaggi più illustri dell’industria e della ricerca farmaceutica internazionale finivano sotto processo con accuse gravissime ed infamanti. La sua testimonianza davanti alla giuria era stata impeccabile; soprattutto quando, con grande dispiacere degli avvocati difensori, aveva consegnato alla corte il dischetto contenente le prove inconfutabili di quel riprovevole e disgustoso complotto. La New Farmaceutics fu oggetto di pesanti richieste di risarcimento da parte di coloro che avevano fatto ricorso a vaccini o farmaci da essa prodotta. La quotazione in borsa ovviamente precipitò e, nel giro di poche settimane, i principali azionisti non poterono evitare il fallimento.  

Quanto ad Augusto, fu costretto a patteggiare una multa per violazione della privacy. Inoltre avrebbe dovuto abituarsi a vivere per molti anni, forse per sempre, protetto e in una località sicura.

Del resto, testimonianze come la sua erano di quelle che nessuno avrebbe più dimenticato.

Proprio nessuno…

 

 

 

GIANCARLO AVOLIO      

 

Fatti e personaggi narrati in questo racconto sono frutto della fantasia dell'autore.

Ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale.                    

 

Brano depositato alla S.I.A.E.                          

                        

 

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